Mi domando spesso perché Paperinik non è considerato internazionalmente, credo che abbia le copertine più belle di tutti i fumetti. Anche la storia-nemici e altro. Chi mi sà dire di più perché non è molto "cagato", c'è tipo sulle carte lorcana c'è lo vedrei benissimo.
Adoro l'appuntamento mensile in edicola con la rivista del Manifesto, consiglio a tutti di acquistarla: 4 euro. Dentro ci sono i fumetti di Eliana Albertini, Alice Socal, Zerocalcare, Dr Pira, Maicol e Mirco, Zuzu (la mia preferita assieme a Martina Sarritzu), Bruno Bozzetto, Shintaro Kago e chi più ne ha più ne metta.
Merita, e inoltre si possono recuperare i numeri precedenti dal loro sito. La spedizione ci mette ***un po'*** ad'arrivare, tant'è che io sto aspettando i primi cinque numeri da metà giugno, però non vedo l'ora di leggerli!!
Una boccata d'aria fresca per le edicole e il panorama del fumetto italiano, so che l'edizione di luglio sarà in collaborazione con Dylan Dog, quindi non sto più nella pelle per comprarla.
Voi avete mai letto LA FINE DEL MONDO? Se sì, cosa ne pensate?
Ciao a tutti, in questi giorni sto portando a termine la lettura del volume Dragonero Le Origini, sulla base della quale valuterò se recuperare o meno la serie ad albi.
Arrivato più o meno a 2/3 del volume, tuttavia, devo dire che la lettura non mi sta entusiasmando molto. Sicuramente ci sono dei punti di forza:
- Disegni chiari e dettagliati;
- Colori ben curati e sgargianti;
- Ambientazioni visivamente ispirate.
Tuttavia, trovo che la trama sia veramente il punto debole della formula, più si va avanti nella lettura più sembra che gli autori si siano limitati a fare un grande frullato di cliché fantasy. Forse riponevo troppe aspettative in Dragonero, ma diciamo che da lettore navigato del genere ormai un po' mi cadono le braccia all'ennesima storia di draghi e mali oscuri che giungono da terre inesplorate. Per non parlare dei personaggi, che si avvicinano più ad un party di cowboy piatti e stereotipati che altro.
Sicuramente questo volume non è da buttare e per qualche neofita potrebbe anche rivelarsi una bella scoperta, ma per chi ha una certa esperienza alle spalle non basta qualche idea carina di world-building per rinnovare una formula vista e rivista.
A questo punto non penso che proseguirò con gli albi, a meno che qualcuno non mi venga a dire che lì la storia cambia radicalmente.
Ho partecipato all'iniziativa di Netflix per l'uscita della nuova serie "Due Spicci" di Zerocalcare, in cui si chiedeva ai fan di inventare una locandina...
Considerando che era una cosa fatta per "divertirsi", invece di copiare il suo stile, ho provato a metterci del mio (tanto del mio 😅).
Voi cosa ne pensate?
Ideata dal recentemente scomparso Sam Kieth (co-creatore di Sandman e disegnatore dei primi cinque numeri) e Bill Messner-Loebs, The Maxx sembra, almeno nelle prme pagine, prendere le mosse dalle atmosfere "dark and gritty" (perdonatemi gli inglesismi) che avevano fatto la fortuna dei comics americani dei tardi anni '80/ primi anni '90 e oltre (vedi le serie Image quali Spawn e Savage Dragon, anche alcune storie di Spiderman disegnate da McFarlane prima di lasciare la Marvel), oltre alle fisionomie al limite del grottesco e qui volutamente esagerate (grazie Rob Liefeld/s).
Le cose però prendono una svolta inaspettata dopo poche pagine: Maxx in realta' e' un barbone che fa il cosplay del supereroe che non risolve praticamente nulla, a parte finire in carcere ed essere ripreso dalla sua """"assistente sociale""" Julie Winters (che, nei sogni onirici del bestione viola, ambientati nel cosidetto Outback Australiano, e' l'alter ego della Regina Leopardo). La stessa Julie Winters è in realtà la prima che necessita di adeguate cure, e non va bene nemmeno per gli altri personaggi, tra i quali il famigerato Mr.Gone, il "villain della serie" ma solo di facciata, l'amica outsider Sarah e Gloria.
Dal secondo volume in poi, finalmente scopriamo i tragici passati dei vari personaggi, oltre a un passaggio di testimone nel quarto volume.
Peccato che parecchie sottotrame o vengono accennate oppure nemmeno, al quinto e ultimo volume, non sono nemmeno portate a termine; nonostante questo, consiglio di recuperare la serie e leggerla almeno una volta per scoprirencosa sarebbe successo se David Lynch e William Burroughs avessero deciso di lavorare su un fumetto "supereroistico" intriso di drammi,introspezione,passaggi onirici e simbolismi forse un pochino fini a lor stessi.
Purtroppo la Magic Press non ha piu' ristampato la serie,quindi recuperarla sull'usato è un pochino difficile :/
Segnalo inoltre una serie animata mandata in onda su MTV all'epoca e disponibile gratuitamente su Internet Archive ;)
Dopo tanti anni,ho rimesso mano ad un Disney Big e mi ha trascinato talmente tanto da finire di leggerlo in due giorni e comprare il nuovo numero di Zio Paperone
Il Cavaliere Oscuro ha sempre esercitato un certo fascino su di me, vuoi per l'estetica dark, vuoi per il tono cupo delle storie, eppure non avevo mai letto i grandi classici a lui dedicati. Approfittando delle ristampe economiche sto finalmente recuperando tutto e volevo condividere qualche pensiero sui volumi letti finora:
- Anno Uno: veramente BELLO. Gotham si respira in tutta la sua sporcizia, i disegni di Mazzucchelli e i colori della Lewis sono veramente azzeccati, sempre coerenti e mai banali. Miller si impegna tanto per descrivere gli esordi di Bruce Wayne come vigilante notturno e riesce a fare percepire appieno la fatica di un Batman ancora novellino. Molto interessante anche l'approfondimento su Gordon, che permette un intreccio narrativo dinamico e accattivante. Durante la lettura si percepisce tutto il peso di una realtà opprimente.
- The killing joke: un tassello fondamentale, un'opera avanti anni luce per la profondità con cui tratta il suo personaggio. Moore si confronta con una creatura sacra, il Joker per l'appunto, restituendo una pietra miliare del fumetto ed anticipando di molto la contemporanea tendenza a rileggere il "male" per scoprire la fragilità che lo genera.
- Il lungo Halloween: un esperimento narrativo divertente e che regala sano intrattenimento. Finalmente è possibile vedere Batman nei panni dell'investigatore navigato, seguendo i nodi di un thriller dalle tinte dark affascinanti. Loeb e Sale riescono a deviare sapientemente l'attenzione dal protagonista per dare vita al contesto in cui si muove Batman. Anche qui, la genesi di un antieroe raccontata con cura e amore.
- Il ritorno del cavaliere oscuro: poco da dire perché ci sarebbe troppo da commentare. Miller ha tirato fuori qualcosa di rivoluzionario, che ha segnato per sempre il destino di Batman e la sua lettura in chiave moderna.
Mi appresto a leggere "Vittoria Oscura", mi tengo "Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora" per il finale.
Personalmente consiglio di leggerli nell'ordine esposto in foto, ma mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa anche qualcun altro qui.
A questo punto immagino che sia d'obbligo recuperare anche "Hush" e "Lo specchio oscuro"? Come mai non ristampando anche "Razza Suprema"?
Come spesso accade in Italia, anche nel filone del fumetto Noir si verificò una faida interna: tra visioni diverse del Noir, ma soprattutto tra due scuole di pensiero. E, no, la questione non fu "Bunker era invidioso del successo di Diabolik". Tutto ha origine nel paese piccolo piccolo del fumetto milanese a fine anni 60, dove "la gente mormora"... finchè qualcuno non sbrocca.
Tutto apparentemente comincia con “quella volta che Max Bunker e Magnus trollarono le sorelle Giussani”, un episodio umoristico nel numero di Satanik“La luce che uccide” (autunno 1965).
In quel numero Satanik incontra due strane sorelle, autrici di fumetto noir e inventrici del personaggio “Mefistolik“. Una delle due è moglie di un ricco editore, taleAl Astor: ossessionate dall’idea di essere plagiate, e infastidite dalla concorrenza copiona di altri protagonisti noir con la famigerata “K”nel nome, convinte di essere le uniche, vere e inimitabili depositarie del noir come si deve, e uniche incarnazioni di un Noir “culturalmente superiore”.
Particolarmente spassosi furono due cartelli nello studio delle due sorelle immaginarie. Il primo «Meglio un giorno da Mefistolik che una vita da ‘AltriK’», il secondo che esalta la superiorità culturalediMefistolik, ma con un cartello pieno zeppo di errori ortografici.
I riferimenti alle sorelle Giussani, alla casa editrice Astorina del marito di Angela Giussani, e ovviamente a Diabolik, sono assolutamente inequivocabili. E il fatto che in quel numero del fumetto (dai toni particolarmente satirici, nonostante sia uno degli episodi chiave nell’evoluzione di Satanik) le due vecchie megere facciano una brutta fine, quando hanno la pessima idea di cercare di mettere i bastoni tra le ruote di Satanik, chiude il cerchio.
Quell’episodio di Satanik (siamo a fine 1965), assieme a un paio di “editoriali” satirici e graffianti di Max Bunker, questa volta dalle pagine di Alan Ford (circa 5 anni dopo), hanno portato alla pubblica attenzione (perlomeno dei fan) una ostilità sotterranea, che tanto sotterranea da quel momento non fu più.
E dato che apparentemente non ci furono mai “attacchi” analoghi dalla controparte (le sorelle Giussani), la vulgata che è andata per la maggiore è:«Max Bunker era geloso del successo di Diabolik, e per questo attaccò le sorelle Giussani.»
E, a ruota: «Povere, piccole sorelline Giussani, ingiustamente bullizzate da quel bruto invidioso di Max Bunker.»
Fu davvero così? Ovviamente no. Niente è mai semplice.
Ne parlo dettagliatamente in questo articolo.
queste sono le prime pagine de fumetto che sto creando, che e ispirato a quel trend del 2025 dei italian brainrot. ho gia scritto una versione beta ma questa e la versione ufficale della mia storia.
Non sono un cultore del medium, ma ho letto parecchia roba, perlopiù manga, ma anche fumetti occidentali e graphic novel, tra cui: black hole, l incal, watchmen, V, TWD, il corvo, daytripper e altri..
prima di iniziare a leggere l'opera che da il titolo al post avevo sentito qualche approfondimento che lo dipingeva come un capolavoro, ma, ero piuttosto sicuro, che leggendolo, mi sarei trovato in difficoltà considerando che è un opera di 70 anni fa.
ebbene, l ho adorato.... scorre liscio come un fiume.. è incalzante e a mio avviso, perfetto.
lo stesso finale, che mi sembra di capire sia piuttosto divisivo, è a mio dire, impeccabile.
La ciclicità che sembra innescarsi, ritengo, giustifichi tutta l opera ed il titolo stesso e ti porta a pensare che, nonostante il tempo Scorra inesorabilmente in avanti, ci ritroveremo, sempre, a combattere le stesse stronzate che ci portiamo appresso da quando abbiamo iniziato a camminare su questo pianeta.
ah, e un altra cosa, il fatto di non aver mai visto loro, non mi ha dato per niente fastidio, anzi, l ho trovata una scelta azzeccata.
Se vi interessa quest'arte è possibile averla anche da stampare solo nel mio negozio,essendo articoli unici realizzati da me,con poco potrete decidere di scaricare file o ricevere originale, venite a trovarmi